HOVERCRAFT A ENERGIA SOLARE!!

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giovedì 2 settembre 2010

Edizione 2011 - Consigli e proposte

Ciao a tutti voi internauti!
Dopo una grande, grandissima, oserei dire da record, edizione 2010, tra un po' giungerà il tempo di pensare anche all'edizione prossima, del 2011...
Non che noi siamo carenti di idee, questo mai, ma ci piacerebbe ricevere i vostri consigli e le vostre proposte in tempo proprio qui, sul nostro blog, come commento a questo post, o come messaggio privato nella nostra pagina Facebook.
Perchè? Perchè Festambiente senza di voi sostenitori non sarebbe niente, e perchè noi lavoriamo per renderla di anno in anno migliore!
Dunque, se avete idee, noi le aspettiamo.
Grazie in anticipo a tutti voi, il migliaio di Facebook e tutti coloro che ci seguono sul blog.


Marta Basso, FestAmbiente Vicenza

giovedì 24 giugno 2010

Intervista a Alessandro Mannarino

Da leggere in attesa di vederlo domani sera (venerdi) sul palco di Festambiente!


Una prima domanda per capire i tuoi gusti e le tue influenze. Quali sono il tuo libro,film e canzone preferiti?

Domanda crudele, risposta impossibile.

Nelle tue canzoni ritornano spesso tre elementi: amore, vento, e bicchieri pieni di vino/malinconia. In che rapporto ti poni con ognuno di essi?

Continuo a cercare l’amore, continuo a non comprendere il vento, continuo a bere vino.

L’amore è la grazia di vivere, è diventare uomo.

Il vento è mistero della vita, energia, animale che corre, sorte e luce della sera.

Ogni tua canzone è un piccolo teatro sul cui palco si esibiscono uomini in contesa tra la felicità della vita e la sua stessa tristezza, e donne a cui tendere e fermarsi per paura di bruciarsi. Quanto c'è di autobiografico in tutto ciò, come ad esempio, ne LA STREGA E IL DIAMANTE?

LA STREGA E IL DIAMANTE parla della capacità che ha una donna di cambiare un uomo. Non con le parole, non con i consigli, ma su un letto. Il protagonista della storia si sveglia ogni volta, dopo l’amore, diverso. Così diverso che persino la strega stenta a riconoscerlo. La strega, che una certa cultura vorrebbe vedere bruciata e torturata anche oggi, è una donna piena di vitalità, intelligente e soprattutto sensuale, l’unica capace di cambiare realmente un uomo, di metterlo in crisi… e questo m’è successo.

Vieni spesso definito un “anti-divo” per il tuo modo così sincero e insieme ricercato di fare musica particolare e vera, sembrando quasi esser desideroso ma non del tutto attratto dal successo. In realtà cosa ti spaventa di più nella vita e nella musica?Il successo o l’ insuccesso?

Mi spaventa il clamore, mi spaventano i complimenti, ma soprattutto mi spaventa l’idea che qualcosa si possa mettere tra me e la mia storia d’amore e di botte con la musica e le parole. È la mia avventura, la mia vita, il successo o l’insuccesso sono contingenti. L’importante è non perdere il viaggio, mordere con tutta la forza, cercare quella parola, sfidarmi, sentire. Ho paura che qualcuno mi chieda di sposare la mia amante.

Il tuo primo disco “Bar della rabbia” è uscito l’ anno scorso. Da allora la tua attività live è sempre più intensa. Nel mentre hai già scritto qualcosa di nuovo?

Ho scritto parecchio e continuo a scrivere, a Ottobre registrerò il prossimo album.

Ti piacerebbe collaborare con qualche artista italiano?Se si quale?

Si, Roberto Baggio.

Hai girato il video di “Tevere Grand hotel” al Casilino 900, campo Rom di Roma. Come e quando hai conosciuto questa realtà?

Ci vivevo di fronte. Ho scritto la canzone per una ragazza del campo, senza che lei lo sapesse. Quando mi hanno proposto di girare un videoclip, ho pensato fosse doveroso cercare di dare un’immagine colorata e sorridente, ma soprattutto umana, a un gruppo di persone che certi giornali e telegiornali continuavano a dipingere, per motivi politici, come mostri. La gente ha paura di ciò che non conosce. Ho stretto amicizia con i rom romani, ogni tanto sono tornato a suonare o a fare due chiacchiere.
La ragazza non l’ho più vista, me la immagino felice che sorride.

Irene Bianco, FestAmbiente Vicenza

Intervista a Sebastian Sturm

Sebastian Sturm la sera di Sabato 26 approderà a Festambiente!



Prima di ascoltare la sua incredibile REGGAE MUSIC e di trasformare il parco in un isola colorata...risponde qui ad alcune domande per il blog!
When have you met reggae music?

In 1999 I changed from punk music to reggae.

When has music become your job?

Since 2006 when I met the JIN JIN Band and recorded my first album “This Change Is Nice”. That was the start and now we play so many shows that it became my job.

What are the differences between the first album “This change is nice” and the new “One moment in Peace”?

Both of them are strictly “roots reggae” ! I am a roots reggae artist. I am not that kind who change his style each song or album. My name, shall stand for nice and groovy reggae. But, of course, there is a little, big development between “This change is nice” and “One moment in peace”, musical wise. To me the second album has a better sound and deeper songs.

Who are you inspired by? Only by reggae music?

At first place I’m inspired by “reggae music” from the seventies! The best sound was produced in these times! Since years I can’t refuse to collect it. During the last three years I became a big fan of “groundation”. We had a lot of concerts together and I’m really impressed and touched by the power of their way to play reggae. Anyway, I got more open minded to any kind of music. My old punky friends would not believe this, but I’m also listening to jazz what I couldn´t imagine some years ago!
What instrument are there in Jin Jin band?

At our live performances you can hear two guitars, keys and Hammond organ, drums, bass and three vocals.

The lyrics are very important in your music, for example in the songs “Reggae makes the youth free” and “ One moment”. What do Freedom and Peace mean for you?

Freedom and peace is two of the greatest values but in many parts of the world hard to get. I am very lucky music gives me the freedom to do what I have in mind. I would like to give something back to the people by creating a moment of peace with my music for everybody. That’s why I love my life as musician!

Irene Bianco, FestAmbiente Vicenza

mercoledì 23 giugno 2010

Intervista ai PAN DEL DIAVOLO

Come nasce il vostro nome e cosa significa?
Il Pan del diavolo nasce dal proverbio "il Pan del Diavolo è sempre avvelenato".
cioè quello che viene fatto con cattive intenzioni non può che portare all'avvelenamento e mai ad un lieto fine.
Il pan del diavolo racchiude perfettamente l'immaginario dei nostri brani.



Avete mai pensato di aggiungere qualcuno al vostro gruppo?
Si! Infatti ci accompagna Elvis sul palco, poi c'è in programma per l'autunno, un live particolare in cui saremo affiancati da batteria e piano rhodes.
Ad ogni modo il linguaggio parlato sul palco da due chitarre acustiche e grancassa
è assolutamente intellegibile è potente,non solo scarno, come si potrebbe erroneamente pensare.

Com’ è nata la partecipazione degli Zen Circus per la canzone “una bomba nel cuore”?
Gli Zen Circus sono degli amici e degli ottimi musicisti .non ci serviva un particolare credit nel disco per averfe un qualche tipo di forza commerciale
ma la loro collaborazione è servita per completare il brano bomba nel cuore per come lo immaginavamo.
In questi ultimi tempi le vostre date sulla penisola si sono moltiplicate.
La Sicilia rimane sempre la vostra prima casa?
La Sicilia rimane la nostra prima casa per tanti motivi.
Certo, logisticamente a volte è faticoso ma riusciamo a fare il nostro lavoro ugualmente.

La vostra musica è stata influenzata dal suono della vostra terra o avete cercato ispirazione altrove?
La Sicilia ha influenzato le nostre anime, la musica viene da tante parti sia dal folk nostrano che dal rock n roll americano di vecchio stampo.

Infine, che cosa consigliate di bere a Festambiente per ascoltare e digerire subito il Pan del diavolo?
Gin, jack , rum e cola , tequila , sambuca e caffè e martini liscio.

un saluto e grazie

ha risposto alle domande
Pietro Alessandro Alosi,

lunedì 21 giugno 2010

Intervista a Leonardo Losselli, Banca Popolare Etica



"L'interesse piu' alto e' l'interesse di tutti". Sotto questo slogan la Banca popolare Etica promuove la finanza etica, il commercio equo e solidale, e il rispetto dell'ambiente. Cosi' spiega Leonardo Losselli, il coordinatore dei soci di Banca Etica durante l'intervista.


1. Come puo' descrivere brevemente la Banca Etica?

1. La Banca Etica si puo' considerare lo strumento per entare nel mercato in maniera diversa. Infatti il denaro puo' essere utilizzato in maniera positiva, non per il raggiungimento di un profitto, ma per fini comuni. In breve la Banca Etica finanzia l'economia sociale raccogliendo fondi da risparmiatori responsabili che vogliono sapere e possono decidere come vengono utilizzati i loro soldi. La Banca opera in quattro settori:

-il socio-sanitario

-la cooperazione internazionale, occupandosi di microcredito, dei Peasi del terzo mondo, e del commercio equo e solidale

-l'ambiente, promuovendo l'agricoltura biologica, e l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili(eolico, fotovoltaico, ecc.)

- e la cultura, lavorando per l'ambiente e per la societa' civile e portando sostegno ad associazioni giovanili, musicali o sportive

2.Quali sono i principi che la guidano?

2.I principi che guidano la Banca sono elencati nel 'Manifesto della Banca Etica', un documento che tutti i soci hanno condiviso, e che delinea il profilo ideale della Banca. Questi si possono riassumere in: pace, difesa dell'ambiente, solidarieta', salute e uguglianza di genere e di razza. La Banca Etica e' una banca aconfessionale e apartitica, ma allo stesso tempo fa politica, entrando nella societa' anche grazie ad una sorta di 'contaminzione', che consiste nell'influenzare le altre istituzioni proponendo un modello alternativo di Banca.

3.Come si distingue dalle altre Banche?

3.La Banca Etica si distingue perche' non ha come scopo ottenere il maggior utile possibile, i suoi clienti e soci possono vedere come vengono utilizzati i loro soldi, e possono indirizzare la Banca all'utilizzo di quel denaro. La Banca Etica, inoltre, boicotta il commercio di armi e i paradisi fiscali.

4. In che modo si inserisce nel contesto di FestAmbiente?

4.La Banca Etica sara' presente a FestAmbente rappresentata dai soci, che si riuniranno in assemblea nel tendone dei dibattiti. I soci svolgono un lavoro promozionale, parallelo a quello professionale della Banca. Sono delle 'sentinelle del territorio', e lavorano per portare avanti le idee dell Banca. Banca Etica e' stata pesente a FestAmbiente fin dalle prime edizioni, per testimoniare la simpatia per le idee che sono sostenute dai suoi promotori, e per far conoscere la Banca in un ambiente che condivideva gli stessi valori.

5.Con quali iniziative o progetti condividete i valori della Festa?

5.Durante l'anno i soci avviano vari progetti per portare avanti le idee della Banca. Oltre a partecipare a FestAmbiente, i soci organizzano tavole rotonde e dibattiti sulla pace , l'ambiente o la crisi finanziaria, sia tra circoli culturali, cooperative o gruppi parrocchiali, sia negli Istituti Tecnici Superiori, parlando del commercio equo e solidale, del turismo responsabile o della finanza etica. Inoltre, come soci, praticano il cosiddetto 'azionariato attivo', che consiste nell'aquistare titoli di altre aziende che vogliono valutare dal punto di vista etico e intervenire di conseguenza nelle loro assemblee.

Cecilia Correale, FestAmbiente Vicenza

giovedì 17 giugno 2010

Giovedì 17 - Gazebo in centro


Stamattina dalle 8,30 alle 12.30 gazebo in Contrà Porti!
Programmi e informazioni sui campi di Legambiente e sul Referendum per l'Acqua Libera!

VIENI A FESTAMBIENTE IN BICI, TI ABBIAMO FATTO IL PORTABICI CON MATERIALE DI RICICLO!!

1^ GIORNO e ALLESTIMENTO